A cosa serve il denaro?

Torniamo col pensiero alle lezioni alle scuole elementari. Le maestre ci hanno raccontato che una volta c’era il baratto. Ma il baratto non sempre è possibile perché deve avvenire allo stesso momento e tra due persone, che hanno bisogno l’una dell’altra.

Ammettiamo che Luigi abbia bisogno di un maglione per l’inverno prossimo e che Giovanni abbia fame adesso. Luigi dà da mangiare a Giovanni, ma Giovanni non ha il maglione. E se Giovanni non dà più il maglione a Luigi in cambio del cibo che ha ricevuto adesso?

Se però Giovanni consegna a Luigi un pezzo di carta dove c’è scritto che gli deve dare un maglione, allora anche Luigi sarà garantito nel suo scambio.

Facciamo un altro esempio:

Luigi fa l’agricoltore e ha da mangiare in abbondanza.

Ha però bisogno di abiti che ha Giovanni.

Giovanni però ha bisogno di una bicicletta che ha Giacomo.

Lo scambio si sblocca solo se Giacomo ha bisogno di abiti e se tutti e tre si incontrano nello stesso momento e si scambiano i loro beni in eccesso.

Perché se lo scambio avvenisse in momenti diversi, uno dei tre potrebbe negare di dovere qualcosa a qualcuno.

Complicato, no?

E infatti la storia economica ci insegna che nelle epoche in cui prevaleva il baratto la povertà dilagava.

Anche in questo caso, basterebbe scrivere su due pezzetti di carta che Giacomo deve una bicicletta a Giovanni e che Giovanni deve dare un abito a Luigi.

Solo allora, Luigi potrebbe dare da mangiare a Giovanni e sentirsi garantito.

Già, pezzetti di carta: è quello che è il denaro. Nient’altro di più!

C’è stato un lungo periodo nella storia occidentale, solo occidentale, in cui il denaro era fatto d’argento e d’oro o aveva un cambio in oro. Quindi, aveva un valore in sé.

Questo è stato un errore, se pensiamo al nostro esempio di Luigi, Giacomo e Giovanni.

A che gli serve l’oro se hanno fame, bisogno di vestiti e di una bicicletta?

Mica hanno bisogno di un anello o di una catenina!

Il denaro serve per misurare quanto un individuo ha prodotto per la società e perché tutti gli altri riconoscano il suo diritto a ricevere altrettanto.

Quindi, il denaro si deve generare automaticamente all’aumentare della produttività di ciascuno. E si deve ridurre quando la produttività diminuisce.

Se una persona ha in mano del denaro, può ricevere dal resto della società beni e servizi, perché lui ha fatto altrettanto per la società.

Ma non potrà mai accaparrarsi più beni o servizi di quelli che può comprare col denaro, perché questa sarebbe l’ingordigia che ha portato a scrivere fiumi d’inchiostro contro l’imperialismo economico.

In termini filosofici, il denaro serve per arginare il male che c’è in ogni essere umano.

Serve per impedirgli di essere disonesto ed ingordo.

Tutti noi potenzialmente lo siamo, altrimenti non saremmo liberi.

Nel mondo “Senza soldi” il denaro non manca mai, perché è solo un’unità di conto che si genera parallelamente alla produzione di beni e servizi all’interno del circuito, come ci insegnavano le maestre delle scuole elementari.

Ogni lavoro è quantificato in valuta legale e permette di ricevere in cambio del proprio lavoro qualsiasi altro bene e servizio all’interno del circuito, in qualsiasi momento.

Inoltre, il denaro del mondo “Senza soldi” non si può nemmeno rubare, proprio perché è legato al lavoro di ciascuno.

 

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