All’Università della Scozia venerdì 4 settembre parlano di Affari Senza Soldi

Affari Senza Soldi viene interpretato attraverso la visione del mondo del filosofo tedesco Hegel e l’abbinamento suscita subito molto interesse tra i ricercatori dell’Università scozzese di Dundee. Dopo una prima anticipazione nel mese di maggio che ha riscontrato grande interesse, venerdì 4 settembre si svolgerà una conferenza proprio su questo tema.

Parlerà di noi  il dott. Domenico Cortese, PhD student all’Università di Dundee, Laurea Triennale in Filosofia e Scienze Umane e Laurea Specialistica in Scienze Filosofiche , entrambe all’Università di Cosenza.

Hegel costruisce un sistema filosofico fondato sul riconoscimento reciproco delle coscienze, completamente intersoggettivo, senza bisogno di un ente esterno che regoli il tutto. E, da questo punto di vista, Affari Senza Soldi è proprio così: gli scambi si regolano da soli all’incontro di domanda e offerta individuale. I consulenti servono solo ad agevolare gli scambi e a sorvegliare che nessuno approfitto della fiducia che si è creata nel circuito. 

E’ interessante come in questa ottica i fidi concessi da Affari Senza Soldi vengano considerati una vera e propria “anticipazione di relazioni sociali”. Il denaro, infatti, smette di essere il fine della vita e diventa solo un’unità di misura per calcolare quanto un individuo ha dato alla comunità di cui fa parte in termini del suo lavoro e quanto a sua volta deve ricevere. La concessione di un fido consente a chi ne beneficia di iniziare a ricevere dalla comunità beni e servizi di cui ha bisogno o per le proprie spese personali o per utilizzare i beni e i servizi ricevuti come fattori produttivi della propria azienda. La comunità si fida letteralmente del fatto che quella persona restituirà un valore uguale di beni o servizi, secondo il proprio mestiere. 

“Cosa c’è di diverso dal denaro”?, verrebbe da dire. Affari Senza Soldi crea le condizioni affinché ciascun fido possa venir restituito. Sul suo valore non maturano interessi, perché gli interessi sono causa delle sperequazioni sociali: ricchi troppo ricchi e poveri troppo poveri. E nessuna scadenza, perché le scadenze letteralmente comprano il tempo di chi le deve rispettare. L’unico dovere nella restituzione dei fidi è lavorare quando la comunità lo chiede. 

Ecco un estratto scritto direttamente dal relatore, Dott. Domenico Cortese: 

Domenico Cortese

“Nella dialettica Hegeliana il fine Etico coincide con quello Ontologico del riconoscimento reciproco di due o più auto-coscienze. Una coscienza diventa autenticamente umana solo nel momento in cui i suoi desideri sono riconosciuti dal suo ambiente sociale e riflessi da esso come su uno specchio. In questo modo la coscienza diventa consapevole della necessità di un “accordo” con le altre auto-coscienze al fine di raggiungere cosa è più reciprocamente soddisfacente e naturale entro i limiti della vita intersoggettiva. Questo fine ultimo, tuttavia, incontra un’aporia nel momento in cui l’auto-riconoscimento dei propri desideri si rivela materialmente limitato dalle contingenti ed inique istituzioni socio-economiche presenti in un contesto. L’aporia può essere però aggirata se si prova ad isolare il concetto di “affare reciproco” che è idealmente alla base dell’economia di scambio. Se l’espansione economica ed il concetto di credito vengono basati, come condizione necessaria e sufficiente per il loro attuarsi, su un diretto riconoscimento dei potenziali desideri e necessità di una comunità, almeno il sistema finanziario può trasformarsi da “istituzione iniqua” qual è adesso a diretto riconoscimento reciproco di “auto-coscienze”. L’analisi viene svolta attraverso il paragone tra il circuito di economia alternativa “Senza Soldi” nato in Italia ed i meccanismi della finanza moderna, per cui il credito si trasforma da “anticipazione di una relazione” a mero oggetto e merce come le altre i cui valori e operazioni dipendono da leggi di mercato totalmente indipendenti dalla sua funzione originaria”.

 

 

 

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2 Comments

  • Rispondi
    fra
    20 maggio 2015

    …nel momento in cui c’è il sorvegliante (pagato in denaro o credito) forse il sistema non è poi così perfetto…

    • Rispondi
      Alessio Author
      20 maggio 2015

      E’ l’imperfezione umana a causare questo limite. Fossimo computer in grado di eseguire perfettamente le regole e senza essere tentati di trarne un vantaggio personale e immediato, il meccanismo di Affari Senza Soldi sarebbe perfetto, un meccanismo -per altro- non inventato da noi, ma già utilizzato in Svizzera dal 1934 e utilizzato prima ancora a Venezia per 4 secoli.