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QUANDO LE LIRE ERANO 8…

…o forse di più. Nel 1200 nell’Italia del Centro-Nord esistevano 8 zecche ognuna delle quali coniava monete d’argento ciascuna con un potere d’acquisto differente. All’epoca il punto di riferimento non era l’accaparramento di denaro, ma erano il lavoro e il rispetto reciproci. Nessuno rimaneva indietro. E nemmeno gli ultimi si sentivano umiliati. Poi il denaro è diventato il fine della vita, come un dio, e la storia è cambiata. Partiamo dall’inizio. Dopo il tramonto dell’Impero Romano, per molti secoli, la lira è stata un’unità di conto virtuale. “Lira” è la degenerazione di “libbra” d’argento (325 grammi) che si cominciò ad utilizzare come unità di conto virtuale dal II secolo d.C. in poi. Non esisteva una vera e propria moneta chiamata “lira”. Più avanti nei secoli, con 325 grammi d’argento fusi a cilindretto si ottenevano 240 monete sottili sottili chiamate denari. I denari erano usati dal popolo minuto per gli scambi ...

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Cos’è il denaro? Ce lo dice lui…

Sull’onda della nostalgia di una moneta convertibile in oro in voga nell’Occidente dal Medioevo fino al 1971, oggi su blog e forum molti tornano a proporre sempre più spesso nuove monete fondate su qualcosa di altro: sull’energia, sull’energia solare oppure anche sulla longevità degli esseri umani che la usano. Eppure la moneta non deve avere un valore intrinseco. Se ne accorse Marco Polo già otto secoli fa, quando raccontò di aver visto creare moneta dal Gran Khan semplicemente apponendo un sigillo sopra un pezzo di corteccia. Noi occidentali siamo sempre stati viziati da questo errore concettuale: abbiamo scambiato il denaro come un bene in sé anziché come un mezzo di scambio tra due beni o servizi. A spiegarci il nostro errore, torna in gioco Aristotele, che sembra tornato dal Limbo di Dante apposta per spiegarci cos’è il denaro in un’epoca in cui i soldi sembrano un valore assoluto e il ...

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Prima NON c’era il baratto

Spesso nei manuali si sostiene la teoria secondo cui una volta c’era il baratto, poi gli esseri umani inventarono il denaro per rendere gli scambi di merci lontani nel tempo e fra più persone. David Graeber è un antropologo, attivo nel movimento Occupy, che ha condotto una ricerca proprio su questo punto, partendo da uno studio di Caroline Humphrey, docente di Antropologia all’Università di Berkley. Studiando un campione significativo di società che non fanno uso di denaro e il risultato ha smentito addirittura le assunzioni di partenza: nessuna società tra quelle analizzate, in realtà, fa uso del baratto. Chi non usa denaro fisico, moneta sonante o banconote cartacee, in realtà usa denaro in modo virtuale. Gli abitanti di una società danno sempre un valore a quello che attribuiscono. P. es.: “Ti do 20 polli che valgono una pecora”. Le osservazioni di Humphrey fanno emergere che gli scambi non avvengono esattamente ...

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Il caso delle AM Lire

86 miliardi di euro di debito inesistente, attualizzati secondo le più prudenti previsioni! Le A. M. Lire, ovvero “American Military Lire” sono una prova del fatto che “il denaro sia un’allucinazione collettiva”, per dirla con le parole di Franco Battiato. La panzana che il debito esiste perché saremo vissuti “al di sopra delle nostre possibilità” è smascherata da un caso storico. Il 19 luglio del 1943, appena 9 giorni dopo lo sbarco in Sicilia, due aerei cargo americani sbarcarono 7 tonnellate di carta moneta, stampata malamente e con la dicitura “Italy” nemmeno tradotta in italiano. Alcuni tagli erano quadrati, altri rettangolari delle stesse dimensioni del dollaro. Una seconda consegna di banconote avvenne nel 1945. Erano banconote stampate dalla tipografia privata Forbes, una tipografia privata, badate bene! Pare che al 1945 il valore nominale delle A. M. Lire fosse di 143 miliardi di lire di allora, 143 miliardi di denaro creato dal ...

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Critiche al Bitcoin da Michel Bauwens

Il Bitcoin è di gran lunga la più popolare delle monete complementari. E con merito! Perché è l’unica ad aver pervaso il pianeta su larga scala. Ma il Bitcoin rischia di coinvolgere in un grande crash tutte le altre monete complementari, che pagheranno ingiustamente gli errori del loro più famoso parente. Alcune critiche ce le fornisce Michel Bauwens, una vera e propria autorità mondiale dei sistemi “peer to peer” (P2P), ovvero dei modelli che supereranno il vecchio sistema capitalistico. Ecco alcuni passaggi di un’intervista riportata sul suo sito P2Pfoundation: Sei diventato molto critico sul Bitcoin. Ricordo che usavi toni molto più entusiastici in passato. Michel Bauwens: “Se leggi i miei scritti, scoprirai che ero critico fin dagli inizi. Ero solito dire: “Non è abbastanza”. Da allora, gradualmente, man mano che imparavo di più sul Bitcoin, non era solo “non abbastanza”, ma ho scoperto che aveva un progetto difettoso: era deflattivo. ...

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Il falso idolo del P.I.L.

Ci sono notizie che sopportiamo per abitudine. Ma se andassimo un po’ al di sotto della superficie non sopporteremmo nemmeno per un momento. Notizie martellanti sullo spread, sulla Borsa e sul P.I.L.. Possibile che dobbiamo dare importanza a queste cose? Allora ci siamo domandati tutto proprio tutto, come fanno i bambini col gioco dei perché, a costo di farci girare la testa: perché è necessario produrre? Perché è necessario lavorare? Perché? Perché? Perché? Fino a quando i perché sono finiti e ci è rimasta l’evidenza dei fatti. Che “non tutto si misura col P.I.L.” è evidente. Le cose che ricordiamo della nostra vita non sono certo se l’Italia ha prodotto il 2% in più di paia di scarpe o di automobili. Il richiamo è forte al celebre discorso di Robert Kennedy del 18 marzo 1968, all’Università del Kansas che si concludeva con le memorabili parole: Il P.I.L. “misura tutto eccetto ...

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Oltre le banche: il social lending

Oltre le banche: il social lending Si chiama “social lendig” ed è un sistema, approvato dalla Banca d’Italia, per fare a meno delle banche. Funziona così: chi vuole prestare denaro si iscrive al social lending. Sceglie la categoria di persone a cui vuol prestare denaro: A+, A, B, C. Più ci si sposta dalla A più gli interessi salgono e sale anche il rischio. La somma messa a disposizione viene frantumata in 50 piccole somme. Ognuna di queste viene prestata ad un’altra persona, in modo da frammentare anche il rischio. Il soggetto di “social lending” vive solo incassando le commissioni per istruire la pratica o curare le riscossioni. Questo sistema ha 2 grandi vantaggi. Il primo è quello di aggirare il cosiddetto “credit crunch”, ovvero la ritrosia delle banche a prestare soldi. Il secondo vantaggio è quello di evitare il “leverage” o leva finanziaria.  Forse sapete già che le banche ...

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Se il denaro è necessario, perché ci chiamiamo “Senza soldi”?

Perché è liberatorio. Perché l’attuale sistema ci ha imposto di vivere sempre senza soldi, ma grazie agli strumenti che abbiamo messo a punto, mettiamo in condizioni ciascuno di vivere bene senza soldi, o almeno senza i soldi cartacei stampati dalla Bce. Praticamente tutti gli economisti sostengono ormai che la quantità di denaro in circolazione sia troppo bassa per permetterci gli scambi di beni e servizi. Tutto questo per combattere l’unica battaglia che la Bce sa combattere, ovvero la battaglia contro l’inflazione. In nome della lotta all’inflazione, si è permessa una disoccupazione mai vista in Europa, una fascia di povertà che non si ricordava dai secoli più bui e intere generazioni private del loro futuro. Ammettere di essere “Senza soldi” è prima un gesto liberatorio e poi uno scatto d’orgoglio per poter vivere dignitosamente senza soldi, grazie alla camera di compensazione “Affari senza soldi”. Per i disoccupati, si sono create occasioni ...

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E se una persona non ha voglia di lavorare?

Questo è un punto delicato, ma molto chiaro. Ogni persona ha un valore indipendentemente da quello che fa. Ma, il sistema economico deve essere in grado di mettere tutti nelle condizioni di lavorare, perché i bisogni di un essere umano sono così tanti e così diversi da non poter essere soddisfatti da soli, con l’autoproduzione. E’ necessario che ciascuno si specializzi, secondo le proprie preferenze, secondo i propri talenti e secondo quanto la comunità gli chiede. Per dirla con gli economisti, il sistema economico deve poter raggiungere la piena occupazione. Inoltre, deve poter aiutare chi non può lavorare: chi è troppo anziano o chi ha disabilità forti. Ma se uno proprio non vuol lavorare, non è giusto che scenda al di sotto del livello minimo di dignità, proprio a causa del suo valore. A questa domanda risponde San Francesco, il santo più amato dai credenti per la sua spiritualità e ...

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Doveri, doveri, doveri. E i diritti?

Nel nostro codice etico si parla solo di doveri. Non vi sembra che da troppo tempo si parli solo di diritti? Possibile che nessun cittadino si domandi cosa deve fare per gli altri, prima di ricevere qualcosa in cambio? Nel 1860, Giuseppe Mazzini scrisse “I doveri dell’uomo”, un libro in cui la tesi centrale era proprio questa: da troppo tempo si parla solo di diritti e, se continueremo su questa strada, andremo incontro ad un periodo di decadenza dell’umanità. Sono passati altri 150 anni… In questo caso, diamo ragione all’incipit del film più famoso di Zeigeist: “In un periodo di decadenza, anche l’arte deve riflettere tale decadenza”. Dopo le riflessioni di Giuseppe Mazzini, abbiamo scoperto un mondo inaspettato studiando il Medioevo. Tutti conosciamo il modello feudale: uno che comanda su tutti, senza possibilità di appello. Molti avranno un’immagine buia del Medioevo. E, invece, non sempre era così. Nei secoli, si ...

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