E se una persona non ha voglia di lavorare?

Questo è un punto delicato, ma molto chiaro.

Ogni persona ha un valore indipendentemente da quello che fa.

Ma, il sistema economico deve essere in grado di mettere tutti nelle condizioni di lavorare, perché i bisogni di un essere umano sono così tanti e così diversi da non poter essere soddisfatti da soli, con l’autoproduzione. E’ necessario che ciascuno si specializzi, secondo le proprie preferenze, secondo i propri talenti e secondo quanto la comunità gli chiede.

Per dirla con gli economisti, il sistema economico deve poter raggiungere la piena occupazione.

Inoltre, deve poter aiutare chi non può lavorare: chi è troppo anziano o chi ha disabilità forti.

Ma se uno proprio non vuol lavorare, non è giusto che scenda al di sotto del livello minimo di dignità, proprio a causa del suo valore.

A questa domanda risponde San Francesco, il santo più amato dai credenti per la sua spiritualità e dai non credenti per la sua umanità: “

E i frati che sanno lavorare, lavorino ed esercitino quel mestiere che già conoscono, se non sarà contrario alla salute dell’anima e può essere esercitato onestamente.

Infatti dice il profeta: “Mangerai il frutto del tuo lavoro; beato sei e t’andrà bene” [Sal. 127, 2] e l’Apostolo: “Chi non vuol lavorare, non mangi” [ Cfr. 2Ts 3, 10]” 

Fonti Francescane, 

Fonti Francescane, Regole ed esortazioni, par. 24, pag. 34.

 

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