GRANO: La nuova moneta della Sicilia

SICILIA. “Uè! C’hai la grana?” Questa tipica espressione lombarda deriva da una moneta del Regno delle due Sicilie coniata la prima volta 5 secoli fa: il grano.

moneta grano

In questi giorni, il grano -inteso come moneta- sta tornando alla ribalta, spinto dall’iniziativa dell’imprenditore siciliano Giuseppe Pizzino, che ripropone l’antico nome per una nuova moneta da affiancare all’euro.

Stavolta, però, la versione del XXI secolo del grano è in formato elettronico.

Secondo il progetto di Pizzino, la Regione Sicilia dovrebbe costituire un fondo patrimoniale a garanzia del “grano” di 30 miliardi di euro, costituito da beni immobiliari, mobiliari e cassa.

Questo fondo servirebbe da volano per nuovi investimenti in bacini idrici, nel turismo e nelle energie rinnovabili.

Curiosa è l’emissione del nuovo “grano”: il rapporto di cambio sarebbe di 1 a 2 con l’euro, ma il potere d’acquisto rimarrebbe invariato.

In sostanza, ogni cittadino siciliano potrebbe consegnare per esempio 5.000,00 euro e ricevere in cambio 10.000 nuovi grani, che però avrebbero un potere d’acquisto di 10.000,00 euro.

Il meccanismo somiglia molto al criterio di emissione del Simec di Giacinto Auriti, che nel 2000 fece molto scalpore.

Pizzino ha coinvolto l’associazione ARS (Associazione per il Recupero della Sovranità) in una raccolta di firme per lanciare concretamente la nuova moneta. Su Facebook, si trova l’evento in cui l’ARS invita a raccogliere le firme.

https://www.facebook.com/events/456489914442611/

 

Il nuovo grano ha molti difetti.

Innanzitutto, è possibile la conversione in euro e questo lo eleva al rango di moneta legale, non permessa dalla Bce.

Inoltre, se davvero svolgesse funzione monetaria non si capisce perché dovrebbe essere garantito da un fondo.

La moneta non è altro che il corrispettivo del lavoro della comunità a cui si riferisce.

La moneta è lo specchio dell’economia reale. Quindi, chi emette moneta deve farlo proporzionalmente al P.I.L. della comunità a cui si riferisce: quella è la garanzia!

Garantire una moneta con un valore reale: fosse l’oro, beni immobiliari o altro significa creare deflazione nel mercato oppure inflazione dei beni messi a garanzia.

In altri termini, se la quantità di moneta è pari solo ai beni messi a garanzia, o tali beni costano tantissimo o tutti gli alti beni saranno svalutati.

Un ultimo difetto è il solo formato elettronico, che non garantisce la privacy di nessuno: tutti sanno tutto di tutti e chi emette moneta è in grado di controllare ogni singolo cittadino.

 

 

 

 

Informazioni sull' Autore  ⁄ Alessio

No Comments