Grecia: la Rivoluzione delle Patate

In mezzo alle macerie, il popolo greco rinasce dalle soluzioni più semplici.

-25% di P.I.L. dall’inizio della crisi nel 2008, 27% di disoccupazione stando ai dati ufficiali, l’economia greca sta peggio della fine della II guerra mondiale.

Abbiamo visto che in altre regioni della Grecia stanno nascendo nuove monete complementari, come il TEM (http://www.affarisenzasoldi.it/la-grecia-rinasce-senza-leuro/)

Ma questo non basta.

Creare moneta non crea ricchezza: crea le condizioni per creare ricchezza.

Se l’economia reale non si ricostruisce, secondo nuovi schemi, la Grecia si avviterà di nuovo come prima.

E allora coltivatori diretti e piccoli produttori artigiani si sono uniti in rete per creare dei negozi dove vendere direttamente al pubblico i propri prodotti.

In questi negozi si possono trovare detersivi, prodotti per la casa, ortaggi e anche patate, ovviamente, da cui prende spunto il nome della rivoluzione.

L’obiettivo immediato è quello di scorciare la filiera: abbassare il prezzo da un lato e far guadagnare di più al produttore dall’altro.

Ma i protagonisti della rivoluzione delle patate si sono subito accorti che la loro iniziativa li stava portando dritti dritti ad altri benefici.

Il primo fra tutti è quello di sfrondare il tessuto economico dai parassiti: i supermercati, per esempio, che moltiplicavano i prezzi soltanto per trasportare i prodotti dal luogo di produzione al luogo di vendita.

Il secondo grande vantaggio è quello di sperimentare come si vive senza padroni. I nuovi negozi sono infatti cooperative dove nessuno comanda e ciascuno aiuta il gruppo al bene comune, dove i problemi vengono risolti sempre insieme e nessuno ha l’ultima parola.

Il nuovo modello economico taglia fuori, senza bisogno di leggi o decisioni politiche, la finanza, premia l’economia reale e spazza via il vecchio ordinamento gerarchico, dove pochi comandano e molti obbediscono, che ci ha insegnato il capitalismo.

rivoluzione delle patate

Informazioni sull' Autore  ⁄ Alessio

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