Cerchiamo di delimitare i confini dell’economia. Capendo cosa non è, si riesce a capire meglio cosa è.

“Ci sono cose che preferiamo donarle ad una persona importante, piuttosto che tenerle per noi”. Se vale questa frase, siamo nell’ambito dell’amore o dell’amicizia.

“Ci sono cose che preferiamo condividere con altre persone, piuttosto che tenerle per noi”. Se vale questa frase, siamo nell’ambito della cultura.

“Ci sono cose alle quali rinunciamo con sacrificio, per ottenerne in cambio altre che ci danno una felicità maggiore”. In questo caso, siamo nell’ambito dell’economia.

Preferiamo usare questa definizione di economia: “L’insieme di tutte le attività che soddisfano i bisogni delle persone e le rendono felici, ad eccezione dei sentimenti di amore e di amicizia e della cultura”.

La definizione deriva, dritta dritta, dal nostro codice etico.

Vedete che la filosofia serve a qualcosa?

Sono attività economiche per il mondo “Senza soldi” tutte le produzioni di beni materiali e di servizi rivolte al benessere esteriore ed interiore.

Lo sono anche quelle rivolte alla bonifica e alla conservazione dell’ambiente, spesso deteriorato dall’uomo stesso.

Sono importanti anche le attività che mirano all’arricchimento interiore delle persone: come l’arte e l’insegnamento.

Queste attività differiscono dalla cultura perché la cultura è un’attività rivolta all’aumento della conoscenza di chi la coltiva. Quindi è una pratica che va a beneficio del soggetto stesso che la porta avanti. L’arte e l’insegnamento, invece, sono rivolte al benessere di altre persone e l’insegnante rinuncia al proprio arricchimento personale in favore dell’arricchimento dei suoi studenti.

Man mano che le macchine sostituiranno l’essere umano nella produzione di beni materiali, le attività umane si sposteranno verso quelle attività che arricchiscono interiormente.

Quindi, possiamo dire che sono attività economiche per il mondo “Senza soldi” tutte quelle attività rivolte al benessere, non necessariamente al profitto o all’aumento del P.I.L.

Il denaro è un mezzo per scambiarci beni e servizi, null’altro di più. Non gli diamo troppa importanza. E’ solo necessario per avere una misura comune ai più svariati lavori che gli esseri umani possono fare.

La quantità di denaro deve essere pari alla quantità di beni e di servizi di un sistema economico, né di più se no si genera inflazione, né di meno se no si genera deflazione.

Per tutti questi motivi, il conto corrente “Senza soldi” non frutta interessi né attivi né passivi.

Le uniche spese sono quelle relative all’attività dei consulenti “Senza soldi”: i consulenti lavorano per ricostruire il tessuto economico e il clima di fiducia tra tutti gli appartenenti ad Affari Senza Soldi. Sono costi in cambio di lavoro, non in cambio di altro denaro.

Risparmiare un po’ di denaro è utile per far fronte agli imprevisti, ma accumularlo e basta è dannoso, perché non permette agli altri di scambiarsi beni e servizi.

Per questo se sul conto corrente “Senza soldi” non ci sono movimenti in uscita per sei mesi consecutivi, il correntista subisce una penalità del 10%.

Tutte le attività finanziarie sono solo movimenti di denaro in cambio di altro denaro. Quindi, non sono attività economiche e vengono bandite dal mondo di Affari Senza Soldi.

Quando accettiamo una nuova azienda nel circuito lo facciamo in base a queste regole e in base alle regole del codice etico.