Il Mercato dei Fiori ringiovanito senza soldi

Il Mercato dei Fiori di Pescia ha un aspetto ringiovanito dopo che si è svolta al suo interno la prima edizione della fiera di Affari senza Soldi.

I corridoi d’ingresso stavano accusando il passare degli anni e gli agenti atmosferici.

 

Mercato prima

Uno dei due ingressi prima dei lavori

Subito dopo la fiera di ottobre, mostrano una superficie in cemento nuova e una vernice data di fresco.

Mercato dopo

Lo stesso ingresso durante i lavori

Le aiuole in mezzo ai corridoi sono state riordinate e la sala aste è stata resa in condizioni di poter essere utilizzata, dopo che per anni la sua porta era rimasta chiusa al pubblico.

 

Sala aste

La sala aste rimessa a nuovo

Tutto questo è stato fatto senza soldi, ma in questo caso è stato fatto letteralmente senza soldi, perché tutti i lavori sono stati svolti al 100% in crediti.

Non è stato un caso di baratto, ma come accade in Affari Senza Soldi, è stato uno scambio di beni e servizi tra più soggetti. Il circuito stesso ha richiesto lo spazio del Mercato dei Fiori per la sua prima fiera e l’ha pagata al 100% in crediti. Questi crediti sono serviti alla Mefit, l’azienda che gestisce la struttura, a realizzare i lavori, rivolgendosi ad un’azienda del circuito: l’Immobiliare Bernardini di Montecatini Terme in questo caso.

 

Lavori in corso

Lavori in corso

L’azienda edile sta a sua volta spendendo i crediti così ottenuti in materiale edile, manutenzione automezzi, sicurezza sul lavoro e tutto quanto gli può servire per l’attività lavorativa.

Tutti i passaggi sono stati registrati dai conti correnti di Affari Senza Soldi e seguiti da regolari fatture.

Questo tipo di scambi vengono eseguiti quotidianamente nella vicina Svizzera, che gli usa dal 1934, ma è stata un’autentica novità per un’azienda pubblica.

Fabrizio Salvadorini, direttore della Mefit, ha seguito da vicino tutti i passaggi.

Che sensazione le ha dato veder svolgere i lavori, veder scritto “pagato” sulla fattura senza che nessun euro materialmente sia passato di mano?

Sollievo per il completamento di un percorso iniziato con sospetto e curiosità, ma, subito dopo alcuni chiarimenti portato avanti con la consapevolezza che si trattava di una effettiva transazione che si era sviluppata concretamente, il tutto con evidenza contabile.

Cos’è che le ha fatto prendere la decisione di far aderire la Mefit al circuito Affari Senza Soldi?

La proposta che ci è stata presentata, di sicuro innovativa e stimolante almeno per la nostra esperienza, dopo una valutazione legale, di fattibilità contabile e politica, ci è risultata percorribile anche se eccezionale, però perfettamente equivalente alle altre procedure seguite, dove ordinariamente si scambiano fatture con bonifici per servizi dati, che divengono reversali d’incasso e mandati di pagamento a fronte di fatture dopo l’esecuzione dei lavori affidati. In questo caso si è registrata una minor quantità di passaggi amministrativi, rimanendo tutto all’interno del contratto di adesione al circuito senza soldi. I lavori, trattandosi di entità modeste inferiori a 10.000,00 euro, abbiamo dovuto controllare che venissero eseguiti a regola d’arte, visto che si trattava di una ditta che non era stata scelta da noi ma dal circuito degli affari senza soldi, però alla fine il risultato c’è stato.

E se la struttura continuasse ad accogliere manifestazioni, ringiovanendo ogni volta di più?

La struttura per lungo tempo abbandonata necessita d’interventi che sono di entità economica enormemente diversa dalle cifre di cui stiamo parlando, ma anche di interventi di manutenzione straordinaria che si possono prestare ad essere divisi per piccoli lotti funzionali e quindi anche ospitando altre manifestazioni, sempre nel rispetto però dell’autorizzazione rilasciata dalla Regione per l’utilizzo dell’immobile, sono funzionali allo scopo.

In euro non sarebbe stato possibile organizzare la fiera di Affari Senza Soldi e sempre in euro non sarebbe stato possibile nemmeno effettuare i lavori di manutenzione in oggetto. Con questo meccanismo, invece, le cose che si possono fare sono proporzionali alla voglia di lavorare che ciascuno ha. E gli italiani sono sempre stato un popolo operoso.

 

Informazioni sull' Autore  ⁄ Alessio

No Comments