Il più grande difetto del Bit Coin

bit coinUn’unica moneta elettronica slegata dai poteri finanziari con cui puoi comprare quello che vuoi in qualsiasi parte del mondo, dall’America alla Russia.

E’ il bit coin che viene accettato in ogni angolo del pianeta, sostituendosi alle valute nazionali.

Lasciamo da parte gli aspetti legali e il sospetto, più che fondato, che la moneta elettronica non sia né legale né sicura. Per il resto, è bello no?

No.

Il famossissimo bit coin è pieno di difetti, il più grande è proprio quello di essere spendibile in quasi ogni angolo del pianeta.

L’area in cui vale la stessa moneta si chiama “Area Valutaria Ottimale” (AVO) o, in inglese, “Optimal Currency Area” (OCA) e gli economisti si sono chiesti da tempo quali caratteristiche deve avere un’area affinché abbia una sola moneta e, soprattutto, quali conseguenze porti avere un’unica area valutaria.

Vanno bene aree valutarie piccole, come nel Medioevo, oppure aree valutarie grandissime come nell’epoca contemporanea: U.S.A., Europa, Russia, Cina?

Una cosa è certa: per funzionare l’area valutaria deve avere al proprio interno perfetta mobilità delle risorse produttive.

Vuol dire che merci e persone devono potersi spostare da un capo all’altro senza alcun problema.

All’interno di un’area valutaria, avvengono fenomeni specifici:

  1. le zone più forti delle altre possono avere politiche fiscali più espansive, quelle più deboli no. In altre parole, i forti sarebbero sempre più forti e i deboli sempre più deboli, come avviene oggi con l’euro, domani potrebbe avvenire col bit coin su scala planetaria.
  2. I salari si livellerebbero tutti sullo stesso valore e, siccome abbassare i salari rende più competitive le aziende, c’è da scommetterci che si livellerebbero tutti sul salario più basso. Lo stipendio di un europeo diventerebbe uguale a quello di un africano.
  3. I tassi di inflazione si livellerebbero tutti non permettendo alle regioni svantaggiate di recuperare la loro competitività grazie alla svalutazione.
  4. Finché ci sarà un’unica moneta, saremo obbligati ad essere cittadini del mondo, dimenticandoci la nostra lingua, le nostre abitudini e la nostra cultura. Un conto è farlo per scelta, un altro è farlo per obbligo, per sopravvivere. 

Nel Medioevo, al Centro e al Nord Italia, le aree valutarie avevano l’ampiezza delle regioni del giorno d’oggi. E, infatti, oltre quei confini cambiavano la lingua e il modo di vivere e le persone si sentivano all’estero. Non aveva senso avere un’unica moneta per il Centro-Nord Italia con culture così differenti tra loro.

Al Sud, c’era un’unica area valutaria, da Napoli alla Sicilia. Ma era comunque un’area valutaria piccola e tutti si sentivano a casa. Soprattutto, c’era un unico Stato per un’unica moneta.

Se volete, l’area valutaria è il corrispettivo economico dello Stato.

Se avessimo un’unica moneta per più Stati, questi perderebbero il potere di condurre politiche sociali, perderebbero cioè il potere di essere Stati.

Facciamo il caso dell’Europa.

Ma ce lo vedete voi un greco di Atene che va a lavorare a Bruxelles, con la stessa facilità con cui va a lavorare a Salonicco? Lingua diversa, persino l’alfabeto è diverso, cultura profondamente diversa, per non parlare del clima.

Se un’area valutaria grande quando l’Europa ormai è considerata da molti inappropriata, figuriamoci un’area valutaria grande quanto tutto il pianeta.

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