La fine dei dipendenti: le aziende “bossless”

La fine del capitalismo non è soltanto vicina, ma ci stiamo godendo lo spettacolo proprio in questi giorni.

Di positivo c’è che dalle macerie emerge già il nuovo modello economico.

Il capitalismo è caratterizzato da un’organizzazione basata sul vertice, sul capo: chi comanda è proprietario di tutto e si assume le responsabilità nel bene e nel male di quello che succede. Chi sta sotto può solo obbedire.

Il nuovo modello è basato sui singoli individui, che -collaborando in rete- creano valore.

E su questo modello esistono già molte aziende, aziende senza capo, senza padrone, “bossless” appunto.

Ogni collaboratore è libero e usa la propria libertà in modo intelligente.

Primo: non giudicare te stesso

Questa è la prima regola delle aziende “bossless”. Nessuno può valutarsi da solo. Sono gli altri che esprimono un giudizio su di lui.

Secondo: sono le regole il vero capo

Ma le regole si possono cambiare se lo si decide in gruppo.

Terzo: tutto il resto è libertà

Sono queste le tre regole auree delle aziende senza capo.

Ognuna, poi, si crea la propria personalità sul volere del gruppo.

Vediamo alcuni casi di aziende statunitensi, raccontati dall’autorevole Sole 24Ore.

Gore texLa Gore Tex, produttrice del celebre tessuto sintetico. E’ la progenitrice di tutte le aziende “bossless”, fondata negli anni Sessanta da Bill Gore. Oggi i suoi 9.000 dipendenti sono organizzati in gruppi di non più di 200 per non perdere l’elasticità delle comunicazioni interne.

La Morning Star, 700 milioni di dollari nella lavorazione di pomodori e da oltre 40 anni ha abolito i manager. Ogni dipendente scrive la sua dichiarazione di intenti, la condivide con gli altri attraverso un social network interno e viene aggiornata quotidianamente. Non ci sono ruoli prestabiliti. Le retribuzioni vengono stabilite da commissioni interne formate dagi stessi dipendenti.

Saic, dal 1969 è fornitrice strategica del Ministero della Difesa U.S.A. La proprietà è dei dipendenti. Niente gerarchie, nessun capo, tutti titolari.

E, infine, la Valve specializzata nello sviluppo di videogiochi e famosa soprattutto per Half-life. Fatte le debite proporzioni, la sua redditività è superiore a quella di Google e di Amazon. Le regole da seguire per lavorare in Valve sono descritte in un manualetto di 50 pagine. Poi massima libertà, comprese le ruote alle scrivanie per creare di volta in volta gruppi di lavoro sempre nuovi e orientati all’obiettivo del momento.

Secondo il fronte degli scettici, le aziende “bossless” hanno due limiti. Il primo si manifesterebbe in caso di conflitti interni. In quel caso, secondo gli scettici, il capo servirebbe proprio per risolverli. Il secondo limite è relativo al settore in cui operano. Nel settore manifatturiero non funzionerebbero, perché il risultato non lo farebbe la creatività del singolo ma la ripetitività del gruppo, sempre secondo gli scettici.

Fonte: Il Sole 24Ore 25/06/2012 e 08/07/2012.

 

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