La Grecia rinasce senza l’euro

GRECIA. Si chiama TEM ed è il nome del nuovo orgoglio greco. E’ la moneta che si sono inventati i cittadini di Volos, 200 km a sud di Salonicco.

Funziona così: ogni ora di lavoro, di qualsiasi mansione, vale 6 TEM. Ogni cittadino inizia con 300 TEM, che vengono letteralmente regalati, cioè dati in cambio di nessun lavoro.

L’emissione somiglia alla compilazione di un assegno. Ogni cittadino ha un blocchetto per l’emissione di TEM (nella foto) e, all’atto dell’acquisto, compila i TEM in base al prezzo pattuito e alla sua disponibilità di TEM, che viene annotata su un conto corrente non bancario.

Nessuno si può indebitare per più di 300 TEM.

Tutto qua.

Oggi con i TEM gli abitanti di Volos si scambiano di tutto: dai beni alimentari che trovano al mercato, agli abiti e persino i prodotti industriali.

Nei vari siti di informazione, il TEM viene descritto come un nuovo baratto che rende multilaterali gli scambi.

Ma se torniamo alle lezioni che ci facevano le nostre maestre delle elementari, ci ricorderemo che il denaro è nato proprio per questo: rendere multilaterali gli scambi del baratto.

Il denaro serve solo a misurare il lavoro di ciascuna persona.

Non importa affidarci ad un ente terzo che certifichi il denaro. Basta che una comunità si metta d’accordo sull’unità di valore da dare al denaro e sul suo funzionamento.

Il funzionamento del TEM ha dei difetti.

Per esempio, se ogni ora di lavoro vale 6 TEM, questo premia i lavori più umili e deprezza -letteralmente- i lavori intellettuali o più difficili. Un altro punto discutibile è l’immissione di 300 TEM iniziali in cambio di nessun lavoro.

Ma è una moneta scelta liberamente da una comunità ed è la comunità stessa a scegliere le caratteristiche da darle.

E’ anche vero che la Grecia vive una carenza di denaro così forte che l’immissione iniziale dei 300 TEM pro-capite non ha causato nemmeno il pensiero dell’inflazione.

TEM 1

Le monete complementari cartacee emesse e gestite da piccole comunità locali sono quelle che hanno salvato il popolo argentino dal crollo del loro Stato nel 2001.

La prima fu il “patacon” di Buenos Aires e poi fu un fiorire di nuove monete locali stampate direttamente dai Comuni. Si calcola che le nuove monete furono oltre 200.

Questo tipo di monete hanno un grande pregio: permettono la “privacy” di ogni cittadino, perché la loro validità la dà il loro possesso.

Ma hanno un grosso difetto: sono falsificabili, esponendo la comunità locale al rischio di forti inflazioni.

 

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