Moneta Scritturale vs Affari Senza Soldi

Come Presidente dell’Associazione Terrazzana, vorrei informarvi del fatto che molti iscritti, me compreso, stanno ricevendo la proposta di aderire all’iniziativa della cosiddetta “Moneta scritturale”.
Secondo i suoi promotori, chiunque può emettere moneta e può utilizzare questo potere pagando le banche, persino i debiti in sofferenza, ed Equitalia.
Tuttavia, a chi ha aderito a questa iniziativa, non soltanto né le banche né Equitalia hanno accettato moneta creata da un singolo cittadino, ma chi lo ha fatto è stato persino segnalato all’Autorità Giudiziaria per la violazione dell’art. 131 del Testo Unico Bancario, rischiando una condanna da 6 mesi a 4 anni di carcere.
A capo dell’iniziativa, ci sarebbe un’associazione no profit.
Ma chi propone l’iniziativa chiede una quota di iscrizione di 600,00 euro.
Ora, ma se l’associazione è no profit, perché chiedere una quota di iscrizione così alta?
E soprattutto perché chiedere soldi, quando ci dicono che chiunque può creare soldi?
Affari Senza Soldi, invece, è profondamente diverso.
Innanzitutto è diventato un’associazione davvero no profit.
Inoltre, non crea moneta e non viola alcun articolo di legge, tant’è vero che ha fatto scambi commerciali persino un’azienda pubblica, come il Mercato dei Fiori di Pescia, che ha ristrutturato i propri ingressi in cemento armato interamente in crediti.
I crediti non sono altro che euro non riscossi (crediti a tutti gli effetti in contabilità) che vendono girati (come la gira di una cambiale) per pagare altri scambi commerciali.
“Credito” è l’abbreviazione di “crediti verso clienti” e “Avere sul conto 1.000,00 crediti” significa avere “1.000,00 euro di crediti verso clienti”.
Quindi, sottolineo ancora una volta che non c’è nessun legame tra la “Moneta scritturale” e “Affari Senza Soldi” e che, aderendo, si rischia un’indagine penale abbastanza seria.
A presto.
Massimiliano Sorghi

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