Oltre le banche: il social lending

Oltre le banche: il social lending

Si chiama “social lendig” ed è un sistema, approvato dalla Banca d’Italia, per fare a meno delle banche.
Funziona così: chi vuole prestare denaro si iscrive al social lending.
Sceglie la categoria di persone a cui vuol prestare denaro: A+, A, B, C. Più ci si sposta dalla A più gli interessi salgono e sale anche il rischio.
La somma messa a disposizione viene frantumata in 50 piccole somme. Ognuna di queste viene prestata ad un’altra persona, in modo da frammentare anche il rischio.
Il soggetto di “social lending” vive solo incassando le commissioni per istruire la pratica o curare le riscossioni.
Questo sistema ha 2 grandi vantaggi.
Il primo è quello di aggirare il cosiddetto “credit crunch”, ovvero la ritrosia delle banche a prestare soldi.
Il secondo vantaggio è quello di evitare il “leverage” o leva finanziaria. 
Forse sapete già che le banche se hanno 1 milione di euro in cassa, riescono a prestare 10 milioni di euro e in alcuni casi anche di più, creando denaro dal nulla. All’inizio, il “leverage” genera bolle inflazionistiche, come è avvenuto dal 2002 al 2008, quando ci siamo illusi che la crescita fosse ricominciata grazie all’euro. Poi, però, le banche hanno voluto indietro denaro vero in cambio di quello prestato elettronicamente e, al momento del pagamento, i debitori non sono più riusciti a pagare gli interessi, scatenando forti depressioni economiche. E’ la storia recente dal 2008 ad oggi.
Se non riusciamo a pagare i debiti, non è colpa nostra, ma del sistema.
L’unica nostra colpa, semmai, è non averlo capito in tempo.
Tornando al “social lending”, questo sistema ha, però, un grosso difetto: dà soldi a chi può avere soldi, ovvero a chi può dimostrare di essere un buon pagatore. Tecnicamente, il patentino di buon pagatore si chiama CRIF (Centrale Rischi Italiana Finanziaria). Qualunque ritardo nel pagamento di un mutuo, di un finanziamento o di una semplice ricevuta bancaria (Ri.ba.) finisce in CRIF. 
Chi ha una segnalazione in CRIF non può avere un finanziamento, nemmeno dal “social lending”.
Chi di noi non ha pagato in ritardo almeno una rata del mutuo? Una rata di un finanziamento? O una ri.ba.? 
E’ la crisi che ci ha fatto segnalare tutti quanti in CRIF.
Quindi, il sistema economico perverso, scatenato dalle banche attraverso il “leverage” ci ha reso tutti -o quasi- incapaci di accedere anche al “social lending”.
E’, però, un primo passo per aprire gli occhi e capire che non è necessario per forza essere governati da questo sistema.
Per maggiori informazioni, potete consultare:
http://www.smartika.it/Web/chiedi-un-prestito_come-funziona.html

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