Perché i debiti non sono pagabili?

Perché i debiti non sono pagabili?

Ripartiamo da un dato fondamentale: il Consiglio direttivo della Bce il 1 dicembre del 1998 delibera che ogni anno dall’entrata in vigore dell’euro avrebbe stampato il 4,5% di banconote in più. E questo per sostenere la crescita in Europa.

Salvo, poi, ammettere qualche anno dopo che l’obiettivo era stato disatteso.
Ad ammetterlo fu lo stesso presidente della Bce Jean Claude Trichet (Alberto Bagnai, “Il Tramonto dell’euro”, Reggio Emilia, Imprimatur editore, 2011, p. 205).

Quindi, da quando c’è l’euro le banconote sono quelle e non una in più.

La Bce stampa giusto per sostituire le banconote macerate, pare 2 miliardi a settimana per l’intera Europa.

Se il denaro è dato in quantità fissa, chiunque di voi abbia un’azienda non si sforzi di produrre di più dell’anno prima, perché non potrà commercializzare quello che ha prodotto. A meno che non sottragga lavoro ad un’azienda concorrente o a meno che non esporti.

Già! Esportare.

L’euro è la valuta più forte al mondo.

O le aziende italiane producono beni e servizi di lusso e allora il prezzo non conta, oppure non esporteranno un bel niente!

Anzi, ai clienti italiani conviene senz’altro importare: importare dalla Cina il cui yuan è svalutato di 8,38 volte rispetto all’euro, dal Sudamerica dove ogni valuta costa molto meno dell’euro e persino dagli U.S.A., visto che il dollaro costa di media il 30% in meno dell’euro.

Importiamo merce ed esportiamo euro, montagne di euro!

Da un lato la Bce non li stampa.

Dall’altro le importazioni causano un’emorragia costante di euro.

Secondo voi, abbiamo scampo?

La quantità di contanti, denominata per gli esperti “massa monetaria M0”, diminuisce sempre di più.

E, alla fine, non avremmo più i soldi in tasca per pagare nemmeno i debiti commerciali.

C’è uno spartiacque nella storia economica recente: il 2008.

Chiunque abbia avuto un’azienda sa che in quell’anno gli insoluti sono schizzati alle stelle.

Possibile che in un sol colpo tutti gli italiani siano diventati cattivi pagatori?

In quell’anno, si è svelato un grosso trucco della finanza internazionale.

Dal 2002 al 2008, le banche hanno dato montagne di prestiti alle aziende, anche se erano sottocapitalizzate, anche se non ne avevano bisogno.

Le aziende avevano soldi per acquistare merci, macchinari, per assumere…fin quando, di colpo, le banche hanno cantato il “dietrofront”!

La maggior parte delle aziende è stata messa al rientro e hanno smesso di pagare i loro fornitori per pagare la banca. I fornitori hanno smesso di pagare i loro fornitori, sempre per pagare la loro banca. E così il sistema si è inceppato.

I pignoramenti aumentano ogni anno del 30%, chi dice di più, gli avvocati sono ingolfati da pratiche di recupero crediti che -sanno benissimo- non porteranno a niente.

Come se ne esce da questo nodo gordiano?

Alcuni sostengono che bisognerebbe azzerare tutti i crediti e i debiti e ricominciare da capo.

Noi del mondo “Senza soldi”, invece, abbiamo un po’ più i piedi per terra.

Chi ha dei debiti è perché ha lavorato ed è giusto che venga pagato.

Per questo abbiamo il percorso dedicato al recupero dei crediti.

Se i crediti non sono pagabili in denaro contante, perché non se ne trova più in giro, allora ciascuno ha possibilità di pagarlo in cambio merce.

Informazioni sull' Autore  ⁄ admin

Articoli che potrebbero interessarti

No Comments