C’era un paese dove anche le tasse si potevano pagare col frutto del proprio lavoro, senza bisogno di utilizzare il denaro.

In questo paese nessuno comandava, ma tutti dovevano provvedere prima o poi ad amministrare la vita pubblica, per un periodo di 6 mesi soltanto, in modo da non farsi clientele.

L’elezione avveniva per mezzo dell’estrazione a sorte, ma l’estrazione ricominciava solo quando tutti erano stati estratti.

In questo paese, la miseria era quasi inesistente. I pochi degni di misericordia erano accuditi nell’ospitale appena fuori le mura.

Questo paese si chiamava Terrazzana ed è scomparso nella pace e nel benessere e si trovava nel nord della Toscana, in provincia di Pistoia, al confine con la provincia di Lucca.

Abbiamo voluto chiamare proprio col nome di Terrazzana la nostra Associazione di volontariato, perché rappresenta il nostro ideale di società: una comunità piccola, in modo che tutti siano rappresentati e nessuno rimanga indietro.

Il denaro deve essere usato come un mezzo, quando c’è. Quando non c’è, si pagano i debiti col frutto del proprio lavoro.

logo terrazzana

Il logo di Terrazzana

Quello del paese di Terrazzana è stato fin da subito il nostro modello.

Terrazzana”, l’associazione, lavora su due binari:

  1. capire che cosa è davvero il denaro e perché sta mettendo a repentaglio il futuro dell’Occidente.

  2. Agire per proteggere chi è rimasto vittima del denaro: pignorati, falliti, usurati, “esodati” e giovani che hanno perso le speranze di trovare un lavoro.

Non c’è tempo per lavorare prima sul pensiero e poi sull’azione. I due binari vanno portati avanti in parallelo.

Per capire cos’è il denaro, “Terrazzana” vuol collaborare con gli istituti storici e le università, in modo da condurre ricerche rigorose.

Per aiutare le vittime del denaro, “Terrazzana” gestisce lo sportello antiusura, gratuito per tutta la fase di consulenza e di ricerca dei documenti. E per chi proprio non ce la fa, mette a disposizione un fondo antiusura in crediti, grazie al circuito “Affari senza soldi”.

Farà da incubatrice a tutte le attività imprenditoriali che ridaranno autonomia alle economie locali, soprattutto alle attività di produzione agricola e dei loro derivati.

C’è stato poi una famiglia che ha deciso di donare una borgata di case con 40 ettari di terreno all’associazione. La proprietà verrà ristrutturata grazie al sistema “Senza Soldi”, altrimenti sarebbe stato impossibile. Verrà poi creata una cooperativa agricola che prenderà in gestione il terreno e le case verranno concesse alle vittime del denaro: pignorati, falliti, esodati, ecc… Loro avranno le case in cambio del lavoro nella cooperativa, proprio come avveniva nel Medioevo: diritti in cambio di doveri. Lo strano segno del destino vuole che i resti dell’antico borgo di Terrazzana si trovi nella proprietà che verrà donata all’associazione.

Prima ancora di nascere i volontari di “Terrazzana” avevano già messo in contatto proprietari di terreni con disoccupati che volevano ricominciare una nuova carriera, lavorando la terra.

Ogni volontario di “Terrazzana” vorrebbe, in fondo, tornare ad essere un cittadino della vera Terrazzana, dove ogni cittadino era libero, senza padroni, senza re e senza imperatori. Era libero con la propria dignità, anche se si trovava a vivere “Senza soldi”.