Yak Bank: la banca senza interessi

Jak Bank è nata in Svezia nel 1965 con un’idea rivoluzionaria per il mondo Occidentale: fare banca senza interessi.

La banca chiede solo una piccola percentuale fissa, a titolo di commissioni, per sostenere i costi di gestione. In Svezia è il 2,5%, ma sembra che ultimamente stia scendendo anche al di sotto di questa soglia.

Per la verità, l’idea non è nuova in altre culture.

Le banche arabe considerano un reato gravissimo contro l’essere umano chiedere un tasso di interesse per il denaro prestato.

E persino il Pentateuco -i primi cinque libri della Bibbia- considera il prestito con interesse un grave reato, ma solo tra gli appartenenti allo stesso popolo.

Oggi la Jak Bank conta duefiliali in Svezia. E’ nata una cooperativa finanziaria autonoma in Germaniae forse, tra non molto vedremo le sue sedi anche in Italia.

Non tutti sanno che l’idea di importare la “banca senza interessi” da noi è nata a Firenze il 13 settembre 2008, quando si costituì un’associazione culturale “ad hoc”.

5 anni più tardi, nel 2013, il comitato ha presentato il piano d’affari in Consob.

giancarlo cioliA spiegarci quanto manca affinché la Jak Bank diventi realtà anche in Italia è il dott. Giancarlo Cioli.

Giancarlo quale ruolo ricopri nel progetto Jak?

Sono socio attivista dell’ Associazione Culturale Jak Bank da gennaio 2009 e, dallo scorso 28 febbraio, sono stato eletto Presidente.

Quanto manca prima che il progetto diventi realtà?

In realtà un progetto è già realtà: lo scorso 21 Aprile abbiamo sottoscritto con Acaf Italia una convenzione nella quale le due realtà si impegnano a collaborare reciprocamente nell’ambito della costituzione ed educazione di “gruppi di risparmio solidali” (Comunità Autofinanziate, denominate anche CAF). Tali gruppi, solitamente non costituiti da più di 30 persone, decidono quanti risparmi versare nella cassa del gruppo e quali e quanti prestiti erogare. Naturalmente Jak contribuisce per crearli “liberi da interessi”, come è successo a Milano poco tempo fa, grazie all’iniziativa dei nostri soci Carlo e Francesca.

Come avverrà la sottoscrizione delle quote da parte dei cittadini e quali limiti ci saranno?

Dallo scorso 26 aprile il progetto per la costituzione di una banca popolare Jak è stato interrotto con la messa in liquidazione del Comitato Promotore. Questa decisione è stata presa dopo 2 anni di percorso del comitato, quando ci siamo resi conto che le forze in essere non fossero adeguate per portare avanti un progetto di tale entità (circa 6.000 soci sottoscrittori per un capitale da raccogliere pari a circa 11 milioni di euro). Pertanto ci siamo presi del tempo rispetto al progetto bancario nel quale cercheremo di creare relazioni, reti e applicazioni concrete di Jak (vedi ad esempio il punto precedente) raggiungendo quella massa critica che un domani ci consentirà di ambire a qualcosa di più ambizioso.

Perché gli interessi bancari sono così dannosi per l’economia?

Sono dannosi per diversi motivi, tra i quali emblematico è la sperequazione distributiva: il meccanismo degli interessi sposta ricchezza dai più “poveri”, i quali richiedono un prestito, ai più “ricchi”, che invece dispongono di liquidità in eccesso e la concedono in prestito. Esattamente l’opposto di come è stato concepito il sistema di tassazione, che fa’ pagare più imposte a chi guadagna di più, applicando un meccanismo di redistribuzione.

Un effetto negativo macroeconomico invece è dato dal fatto che l’interesse composto (interessi che generano altri interessi) ha un sistema di crescita esponenziale (simile a quello del cancro in ambito patologico), che nel lungo periodo è insostenibile; pensiamo infatti ai Paesi in via di Sviluppo i quali sono sempre più stritolati dal debito in quanto, non riuscendo a pagare, il meccanismo degli interessi sugli interessi fa sì che il debito continui a crescere, prelevando la quasi totalità delle risorse generate dai paesi e rendendoli schiavi dei loro creditori.

Se la Jak Bank concede prestiti senza chiedere in cambio fidejussioni o garanzie ipotecarie, come fa incassare i prestiti concessi?

Preciso che Jak Medslemabank (la banca madre svedese), chiede garanzie per prestiti superiori ad una determinata soglia, stabilita annualmente dal Board. Il fatto di poter concedere prestiti senza le garanzie “classiche” è possibile grazie alla creazione di reti di soci, i quali si impegnano a garantire per la persona richiedente il prestito, perché la conoscono, condividono la finalità del prestito, e creano pertanto una rete solidaristica. Inoltre Jak fa’ un’attenta analisi del socio richiedente il prestito, instaurando un dialogo costruttivo, al fine di capire se il socio sia in grado di restituirlo e, nel caso avesse difficoltà, può decidere di concederne di meno, di spalmarlo su più anni o chiedere ai soci o alla comunità di contribuire. Ricordiamoci che se le banche sono arrivate a queste difficoltà è anche dovuto al fatto che fino a pochi anni fa l’erogazione dei prestiti è avvenuta con troppa facilità, senza un’analisi attenta del richiedente, basandosi spesso sulle “amicizie di territorio”.

Le banche italiane hanno sofferenze, ovvero prestiti che non riusciranno più a incassare, superiori al 10%. Quante sono le sofferenze della Jak Bank in Svezia?

Pensi che in Svezia la voce di deterioramento dei crediti è inferiore al 1%.

C’è un’altra banca che vuole differenziarsi dalle altre: Banca Etica. Eppure sul nostro sito è pubblicata una notizia che la equipara alle altre: il pignoramento delle proprietà di decine di famiglie per un prestito, per altro, concesso ad una cooperativa che niente c’entrava con le famiglie stesse.

Quale differenza c’è tra Jak e Banca Etica?

La differenza sta nel fatto che Banca Etica utilizza come tutto il resto del sistema gli interessi, mentre Jak si rifiuta. Ci unisce altresì l’attenzione e la selezione della destinazione dei fondi che vengono erogati.

Infine, una domanda un po’ tecnica per gli appassionati di finanza. Jak Bank, come le tutte le banche, raccoglie i risparmi per concedere prestiti. Ammettiamo che raccolga 100 milioni di risparmi e che conceda 90 milioni di prestiti, trattenendosi prudenzialmente un 10% per garantire liquidità al momento dei prelievi allo sportello.

Questi 90 milioni andranno depositati in altre banche, che concederanno 81 milioni di prestiti, trattenendosi a loro volta il 10%.

Alla fine, nel sistema, ci saranno più prestiti che denaro circolante.

E’ il cosiddetto “leverage” finanziario, che è una delle cause principali della bolla del 2008.

Alla fine, non è che la Jak Bank contribuisca a questo male dell’Era contemporanea?

Non dobbiamo dimenticarci che Jak Medslembank è una banca, e come tale, devo sottostare alle norme ed ai regolamenti sanciti dalla Banca Centrale. Pertanto non possiamo chiedere a tale progetto, che è già rivoluzionario nell’ ambito in cui opera, di risolvere tutti i problemi legati al sistema finanziario. Credo che dinamiche di questo tipo debbano essere corrette da coloro che scrivono le “regole del gioco” non da chi deve operare rispettandole. 

Informazioni sull' Autore  ⁄ Alessio

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